È un’antica Disciplina ginnico-marziale 100% No-Contact, concepita come un vero e proprio percorso di decompressione e rigenerazione mentale e di profonda evoluzione personale.
Ispirato alle radici sapienziali delle tradizioni cinese e indiana e rigorosamente adattato alle esigenze dell’uomo contemporaneo, il Kempo Dankan fonde Arte Marziale, Yoga, respirazione e introspezione in un progetto educativo e filosofico unico. La pratica marziale, che comprende forme, pugni, calci, studio di armi tradizionali cinesi, avviene senza mai colpire l’avversario. A guidare il corso presso l’Accademia Unika di Bari è il M° Dr. Daniele De Sario (Cintura Nera 8° Dan, Medico Chirurgo specialista in Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva e del Dolore ed esperto in Agopuntura). Sotto la guida del Caposcuola M° Michele Masucci, nel 1983 ha ottenuto la Cintura Nera 1° Dan, diventando a soli 16 anni il più giovane Maestro della Federazione.
Maestro De Sario la pratica del Kempo Dankan è regolata dal principio confuciano dell’equilibrio Yin-Yang. Ci spiega meglio?
“Il Confucianesimo ricerca l’Armonia nelle relazioni umane e nella Società integrando il principio Yin-Yang dell’Armonia tra le forze complementari della Natura e dell’Universo.
Il concetto comune è che l’Armonia non nasce dall’eliminazione degli opposti ma dal loro equilibrio e quindi attività e riposo, disciplina e spontaneità, lavoro e riposo, razionalità ed emozione non sono necessariamente antagonisti ma dimensioni che devono trovare una relazione equilibrata. Chi arriva a sera sovraccarico di energia Yang sregolata (lo stress, le tensioni lavorative) ha bisogno della controparte Yin (la decompressione, lo scarico emotivo) per ritrovare la tranquillità e il pieno di Energia positiva. Ecco perché il Kempo Dankan lo applica nella pratica quotidiana: Yang rappresenta l’azione, la forza; Yin è la quiete, l’ascolto interiore”.
Quanto conta il controllo della mente rispetto alla preparazione fisica?
“Nel Kempo Dankan la mente e il corpo non sono separati: la preparazione fisica è solo il veicolo ma il controllo mentale è il vero motore. Durante l’allenamento il lavoro mentale richiesto è altissimo: il praticante deve concentrarsi profondamente per apprendere le posizioni e i movimenti corretti, sviluppando un autocontrollo fisico millimetrico e rigoroso. Questo addestramento dell’attenzione plasma la mente, rendendola più forte e serena. I benefici così possono riflettersi anche fuori dalla palestra: una mente allenata all’autocontrollo diventa più efficiente nei rapporti sociali e lavorativi”.
Quali sono i vantaggi nella pratica di questa disciplina?
“I vantaggi sono profondi e tangibili e si dividono tra corpo e mente. Sul piano fisico, grazie alla scelta del No-Contact, azzeriamo il rischio di traumi durante la pratica marziale e con la ginnastica orientale, lo Yoga e la ginnastica respiratoria miglioriamo la postura, liberiamo le articolazioni dalle rigidità causate dalla sedentarietà o dal lavoro d’ufficio, ridiamo la giusta tonicità e flessibilità a tutto il corpo. Sul piano mentale, la Disciplina offre una reale decompressione e rigenerazione dallo stress quotidiano. Non si esce dalla palestra svuotati o indolenziti ma con la mente lucida e una nuova Energia vitale”.
Si può dire che il Kempo Dankan è un modello di vita a cui tutti possono avvicinarsi?
“Assolutamente sì. Il Kempo Dankan non richiede doti atletiche straordinarie o una preparazione fisica di partenza: è nato per essere un vero e proprio modello di vita accessibile a chiunque, bambini, adolescenti, adulti, uomini e donne”.